EINS, ZWEI, POLIZEI!

Molti anni dopo, davanti alla polizia tedesca, Federico si sarebbe ricordato di quei gloriosi pomeriggi estivi in cui suo padre conduceva lui e i suoi cugini in macchina per le strade di Ischia a prendere in giro i passanti. Erano gli inizi degli anni 90′, gli anni della musica dance, del battito animale, gli anni di Eins, Zwei, Polizei. Quando i Mo-Do scrissero questo pezzo, nel 1994, riscuotendo subito un enorme successo in tutta Europa, Federico aveva appena sei anni. All’epoca non aveva ancora iniziato a studiare tedesco, e quindi a parte Polizei, non capiva neanche una parola del testo. Ma quella voce greve e rauca associata alle forze dell’ordine teutoniche era bastata a infondergli fin da allora l’idea di una polizia tedesca severa ed inflessibile. Qualche anno più tardi Federico avrebbe poi scoperto che in realtà il testo della canzone era solo un’accozzaglia di rime senza senso:

Uno, due, polizia,
tre, quattro, granatiere,
cinque, sei vecchia strega,
sette , otto, buonanotte.
Si, si, si, che è successo, cos’è questo?

Nonostante ciò, il mito della temibile polizia tedesca non solo gli era rimasto, ma si era anche rinforzato (ah, i pregiudizi!). Per questo motivo, mentre la volante portava lui e Giampaolo in commissariato, Federico dovette sforzarsi non poco per evitare di cantare Eins, Zwei, Polizei direttamente in faccia al poliziotto che gli si sedeva di fronte. E ripensandoci, credo proprio che fu un bene…

Come farsi arrestare in Germania: antefatto

All’epoca del fattaccio Federico aveva già preso in gestione la birreria del suo studentato e, coadiuvato da Arnel e Adrian, organizzava serate a base di musica dance e birra. Ad una delle tante feste erasmus, aveva poi conosciuto Giampaolo, un ragazzo di Roma che stava facendo un tirocinio alla MAN. Forse per via delle origini in comune, tra i due c’era stata subito una discreta intesa; così Federico aveva deciso di invitarlo in birreria a bere una cosa. I due discorrono un paio d’ore del più e del meno, bevono qualche birra (di troppo) e poi decidono di radunare un paio di amici tedeschi, tra cui Paul, e di finire la serata in discoteca.

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Mentre fa la fila, il vostro affezionatissimo si accorge di aver dimenticato il portafogli. Dovete sapere che qui in Germania per entrare in qualsiasi discoteca devi esibire un documento di identità, SEMPRE. Lui però, nonostante ne fosse a conoscenza, non aveva alcuna voglia di tornare indietro e decide di rischiarsela. Il resto della storia dimostrerà che fu un errore.

  • Servus, quanti siete?
  • 4
  • Quanto avete bevuto?
  • Mah, un paio di birre…
  • Mmm, ok, documenti bitte
  • Guardi, me lo sono dimenticato a casa.
  • E allora tu non entri. Gli altri possono accomodarsi.
  • E dai su, se vede lontano un Km che sono maggiorenne. Se torno a prende il documento come minimo perdo un’altra ora. So già le due, famme entra dai.
  • No.
  • Si però che palle oh, in Italia mica te chiedono i documenti pe entra in discoteca. Dai su, fai il serio.
  • E infatti qua siamo in Germania, per entrare in discoteca ci vogliono i documenti.
  • Va bene, ho capito, bella!

Il piano infallibile

A quel punto invece di tornare saggiamente a casa, si mettono a studiare un modo per fregare la security, manco fossero in una puntata di Prison Break. Paul, l’amico tedesco, ha un piano a detta sua “infallibile”: si tratta di aspettare DIECI minuti, di modo che la security si dimentichi magicamente di loro e delle loro facce da cazzo, e di rimettersi in fila. Al controllo documenti Federico avrebbe presentato la patente di Giampaolo, mentre quest’ultimo avrebbe usato la sua carta d’identità.

  • Paul, ma te sei sicuro che funziona sta cosa?
  • Ma si che funziona, fidete.
  • Boh io non so convinto… tra l’altro su sto documento Giampaolo ha i capelli rasati a zero, io in testa c’ho un casco de banane, non lo so, secondo me non se la bevono.
  • Hai altre idee? Tanto che te po succede? Alle brutte se se ne accorgono non ti fanno entrare, però almeno ci abbiamo provato.

Mo, un pò l’ubriachezza del momento, un pò confidando in Paul, l’unico tedesco della comitiva (cazzo, se non lo sa lui come funzionano le cose qui, allora chi?), dopo 8 minuti si ripresentano all’entrata della discoteca. Il tizio guarda la patente, poi guarda il povero Federico e gli chiede

  • Senti un pò, ma è tuo sto documento?
  • Certo
  • Sei sicuro?
  • Si, perchè?
  • Va bene, perfetto, chiamiamo la polizia.
  • No dai su, ma che stai a fa, dai ok c’avemo provato, c’hai sgamato, però mo non c’è bisogno de chiama la polizia. Dai, se n’annamo e finisce qua.
  • Mo glielo raccontate alla polizia … pronto? Polizei? Si, servirebbe una volante all’Ostwerk… uso di documento falso.
  • Porca troia… e mo so cazzi!
La Discoteca Ostwerk di Augsburg

L’arrivo della Polizei

Mentre aspettano la polizia, presi totalmente dal panico, fanno l’errore di richiedere consiglio a Paul.

  • Oh Paul, idea geniale comunque… “tanto che po succede”… mo che cazzo famo?
  • Ragazzi state tranquilli, non credo che la polizia vi porti in commissariato. Tu digli che nella fretta di uscire di casa hai preso per sbaglio il suo documento invece del tuo. Fidate, so cazzate, non succede nulla.
  • Boh, se lo dici te…
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Manco tre minuti e arriva la polizia. Io non so sinceramente perchè Federico per la seconda volta di fila abbia voluto dare retta a Paul, forse perchè sotto sotto anche lui pensava che fosse na ragazzata, che alla fine ne sarebbero usciti co na pacca sulla spalla e via, come quando a quindici anni li beccavano sull’autobus senza biglietto.

  • Beh, che è successo?
  • Niente, nella fretta ho preso il documento sbagliato. Sa, siamo coinquilini.
  • A parte che il documento è sfocato, e per quanto mi riguarda potrebbe pure essere falso, e poi la versione del buttafuori è un’altra
  • Ma come falso? L’ho fatta a Roma sta patente. Ma poi dai, guardame n’faccia, te sembro n’criminale?
  • No, ma devo portarvi in commissariato per accertamenti. Tu invece [riferendosi a Paul] resti qui.
  • Ma no, i miei amici non parlano bene la lingua, devo venire anche io
  • Scusa e finora che lingua hanno parlato? Senta, mi faccia il piacere, questo non è un Taxi, se vuoi raggiungere i tuoi amici, questo è l’indirizzo. Arrangiati da solo.

La strada per il commissariato

Federico e Giampaolo sono in una volante della polizia. Di fatto sono stati arrestati. Nella testa del vostro affezionatissimo continua a ronzare il ritornello della canzone “Eins, zwei, Polizei”… Giampaolo borbotta qualcosa in italiano sotto lo sguardo impassibile dell’agente, il quale però dopo poco lo invita bruscamente a parlare tedesco

  • Se avete qualcosa da dire, lo dite in tedesco, io non vi capisco
  • Dai per favore, guardaci in faccia, siamo due poveracci, non siamo dei criminali, non abbiamo fatto niente
  • Scambio di documenti, non mi sembra niente. Potevate pensarci prima
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Arrivati in commissariato, controllano i documenti, fanno qualche altro accertamento, prendono le loro generalità e poi li convocano nell’ufficio del commissario.

  • Per questa volta ve la cavate, ma la prossima volta potrebbero essere guai più seri. Dichiarare il falso alla polizia non è uno scherzo, come pensate voi, è reato. Per quanto riguarda la sua patente, poichè la firma era pressocchè illeggibile, abbiamo provveduto a cancellarla. Dovrà farsela rifare. Ora potete andare, buonanotte.

Fuori dal commissariato li aspetta Paul, che nonostante tutto non sembra affatto agitato. Per scaricare la tensione, Federico e Giampaolo, ancora un pò alticci, prendono a cantare Eins, Zwei, Polizei, stavolta ad alta voce. Poi si fanno prendere un pò troppo dalla foga e a mò di sfottò intonano l’inno nazionale tedesco in versione integrale. Paul a quel punto li richiama all’ordine (da che pulpito)

  • Ecco magari la parte censurata della canzone a due metri dal commissariato la eviterei, qui in Germania è reato, apologia di nazismo. E’ la volta buona che v’arrestano sul serio.

Se c’è una cosa che ho imparato da sta storia, è che in Germania con la polizia non se scherza. Mai.

Autori

  • Laureato in lingue e letterature straniere. Attualmente Insegna italiano in Germania, ad Augsburg. Ama viaggiare e venire continuamente a contatto con nuove culture. Nel tempo libero si diletta suonando (male) la chitarra e scrivendo discutibili racconti sulla sua esperienza all'estero.

Federico Schopper

Laureato in lingue e letterature straniere. Attualmente Insegna italiano in Germania, ad Augsburg. Ama viaggiare e venire continuamente a contatto con nuove culture. Nel tempo libero si diletta suonando (male) la chitarra e scrivendo discutibili racconti sulla sua esperienza all'estero.

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