La prima Cronaca: come tutto ebbe inizio

In questo primissimo articolo del neonato blog cronachebavaresi.com, rispondiamo ad una forse semplice ma importantissima domanda. Come nasce l’idea delle cronache? Ma soprattutto, quando e perchè è stata scritta la prima cronaca?

Federico mette piede per la prima volta ad Augsburg il 16 Settembre del 2016 in una bellissima giornata di sole. Per prima cosa si dirige al proprio dormitorio studentesco e prende possesso delle chiavi della propria stanza; poi passa l’intera mattinata sbrigando qualche piccola pratica burocratica; dopodichè, non avendo più nulla di meglio da fare per il resto della giornata, decide di dare un’occhiata in città come un turista qualsiasi. Il centro è molto carino, ma anche estremamente piccolo, soprattutto per chi è abituato a ben altre proporzioni. Dopo appena due ore scarse si accorge infatti che in definitiva non c’è più niente da vedere; quindi si siede su una panchina al centro della piazza principale a prendere un pò di sole, lanciando di tanto in tanto occhiate furtive ai passanti.

Il Furto

Mentre il vostro affezionatissimo è li che si gode il suo bellissimo sole settembrino, una scena alquanto divertente attira la sua attenzione: un gruppetto di ragazzi seduti su un’altra panchina poco lontano, vedendo passare di lì una bella ragazza, pensa bene di lanciare al suo indirizzo fischi e apprezzamenti non proprio galanti.
Scena già vista e rivista, è proprio vero che tutto il mondo è paese… non fa neanchè in tempo a dirlo che la ragazza tutt’altro che intimorita si gira di scatto e li zittisce in due parole. Cosa abbia detto rimane ancora oggi un mistero irrisolto ma sta di fatto che questi rimangono letteralmente a bocca aperta, non sapendo più cosa controbattere. Non passano cinque minuti, che si sentono improvvise grida provenire dal lato opposto della piazza. Oddio e mo che succede? Federico allora si gira e con la coda dell’occhio vede un uomo che strappa con forza un portatile dalle mani di una donna e scappa via.

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Il recupero della refurtiva

Sulle prime rimane letteralmente scioccato: anche lui infatti aveva il portatile appresso e lo aveva tenuto per tutto il tempo accanto a se sulla panchina in bella vista; non ci aveva badato minimamente, un pò per la sua solita sbadataggine, un pò confidando della proverbiale sicurezza delle città tedesche, e bavaresi in particolare. Ma la Baviera non era tipo la regione europea col più basso tasso di criminalità? Un furto così plateale in pieno giorno nel centro della città? Ma soprattutto dov’è la polizia? Intanto però, mentre la testa del vostro affezionatissimo vagava tra questi e altri pensieri, una signora che aveva assistito alla scena non aveva perso tempo ed era corsa a cercare aiuto, subito imitata da altre tre, quattro persone. Improvvisamente nel giro di 30 secondi dal nulla sbucano ben 3 volanti della polizia che circondano il ladro: 6 armadi si fiondano fuori dalle vetture, costringono l’uomo a terra, lo arrestano e recuperano la refurtiva. Sembrava una puntata del commissario Rex.

Ricordi di serate berlinesi

Federico tra l’altro una scena analoga l’aveva già vista pochi mesi prima… era da poco arrivato a Berlino per trascorrere un weekend di follia insieme a Matteo, Lorenzo e Michele, alcuni amici veronesi e fidati compagni di sbronze. Usciti dalla metropolitana, vedono un uomo che sta letteralmente per mettere le mani addosso ad una ragazza; non fa neanche in tempo a toccarla, che un poliziotto in borghese lo immobilizza da dietro e chiama rinforzi: in 10 secondi la strada si riempie di polizia che tra l’altro ne approfitta per controllare i documenti dei passanti. Intervento ancora più stupefacente del primo, se pensiamo che:

– A differenza del precedente, in questo caso nessuno, neanche la vittima, aveva gridato aiuto.
– Eravamo in una zona periferica della città, non in centro, e per giunta a Berlino una metropoli almeno 10 volte più grande di Augsburg.
– La situazione era si potenzialmente pericolosa, ma lontana anni luce dall’essere fuori controllo.

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La prima cronaca bavarese

Tornando a noi… Il ladro di computer viene portato via dalla polizia mentre il vostro affezionatissimo si abbandona a una serie di riflessioni sul grado di criminalità e sulla sicurezza in Germania, facendo subito, manco a dirlo, paragoni con la sua amata Italia. Ed è qui che ha un’illuminazione: e se scrivessi dei racconti su Facebook in cui descrivo la vita da studente in Germania, mettendola in parallelo con la vita e alle abitudini degli italiani? Una cronaca social che abbia la funzione di lasciare una traccia, un ricordo, nella mente dei miei amici italiani durante la mia assenza e quindi in un certo qual modo di mantenere vivo il legame con le proprie origini, con la propria cultura? Allora tira fuori il suo sgangheratissimo laptop, cosi da poter usufruire del Wi-Fi gratuito della città (Federico all’epoca non aveva ancora un telefono) e inizia a scrivere. Lì, seduto su una panchina, pubblica la sua prima Cronaca Bavarese:

Cronaca Bavarese giorno 1: Königsplatz. Un ubriaco tenta di rubare un laptop a una signora. In 30 secondi qualcuno trova una volante della polizia. Tizio arrestato.
Un extracomunitario fa il coglione con una ragazza, la quale li manda bellamente a cagare e prosegue a farsi i cazzi suoi.

Non è che qui i tipi loschi non ce stanno, ce ne stanno pure tanti, solo che lo piano ar culo facile.

Struttura del testo

Si tratta, come vedete, di una cronaca di appena 4 righe, ma che bastano per individuare i tratti essenziali degli scritti giovanili dell’autore: l’uso della lingua italiana, ovviamente, ma con marcate influenze dialettali e colloquiali; una certa propensione, almeno inizialmente, per l’ermetismo, che verrà però ben presto abbandonato in favore di post via via sempre più corposi ed impegnativi. La presenza, spesso e volentieri, di una morale alla fine della storia. A livello contenutistico, come abbiamo già detto, in questa prima cronaca l’autore romano mostra un certo stupore per l’estrema efficienza del servizio di polizia tedesco e la sicurezza con cui le ragazze respingono le avances poco ortodosse degli inesperti don Giovanni bavaresi; due aspetti della società che – probabilmente – non ha riscontrato spesso durante la sua vita passata in Italia.

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La via verso il successo: il libro e il blog

Da quel giorno non smetterà più di scrivere, riscuotendo anche un discreto successo tra i suoi fan, che chiedono a gran voce un blog, o addirittura la pubblicazione di un libro. Quest’ultimo vede inaspettatamente la luce il 22 Novembre 2018, il giorno del trentesimo compleanno di Federico, a sua totale insaputa; una delle sue più grandi fan, Elisa, una ragazza tedesca che aveva soggiornato per alcuni mesi a Roma, decide di omaggiarlo pubblicando una raccolta inedita dei suoi racconti in uno splendido volume dalle tinte verdastre: Cronache

L'autore Federico immortalato in una nota piazza di Augsburg mentre tiene in mano una copia del famoso libro "cronache"

Ormai all’apice del successo, lo scrittore romano si concede un piccolo periodo di meritato riposo. Ma Alan, il classico amico milanese col fiuto per gli affari, rilancia l’idea del blog. Nasce oggi, il giorno primo Aprile dell’anno solare 2020, il nuovo progetto editoriale online: cronachebavaresi.com

Ringraziamenti

Si ringraziano per l’appunto Alan (per la veste grafica, il supporto tecnico e il merchandising), Elisa (per lo splendido regalo), Eva (per avermi spronato ripetutamente a iniziare questo progetto), Marco (per le correzioni) e tutti coloro che in un modo o nell’altro hanno reso possibile la nascita di questo blog sulle cronache. 

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Autori

  • Laureato in lingue e letterature straniere. Attualmente Insegna italiano in Germania, ad Augsburg. Ama viaggiare e venire continuamente a contatto con nuove culture. Nel tempo libero si diletta suonando (male) la chitarra e scrivendo discutibili racconti sulla sua esperienza all'estero.

Federico Schopper

Laureato in lingue e letterature straniere. Attualmente Insegna italiano in Germania, ad Augsburg. Ama viaggiare e venire continuamente a contatto con nuove culture. Nel tempo libero si diletta suonando (male) la chitarra e scrivendo discutibili racconti sulla sua esperienza all'estero.

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