Flixbus & Co. – Lubiana Calling

Oggi pubblichiamo il secondo capitolo della grande rubrica di successo “Flixbus & Co. – Epopee di Viaggio”, che ci porterà tra le strade dell’antica città di Lubiana, ai tempi colonia romana, ed oggi capitale della Slovenia.

E’ il 2 Settembre 2018. Ed ormai è chiaro a tutti, per risparmiare due lire sui miei viaggi Roma – Augsburg e ritorno sarei disposto a viaggiare sulla stiva di un aereo o appeso sotto il vagone di un treno. E così quando progettai le mie brevi vacanze estive romane un mese prima, non trovando nessun aereo Ryanair a prezzi ragionevoli, per il ritorno ad Augsburg optai per l’ormai collaudato Flixbus; 18 ore di viaggio con un improbabile scalo di due ore nel centro di Zurigo. Poteva andare decisamente peggio. Poco male, pensai, me faccio un giretto in centro, me pio un caffettino che pagherò non meno de 4 euro e me fumo na sigaretta in riva al fiume. Certo, 18 ore so tante, però voi mette, risparmio 70 euro.

La data della partenza era fissata per l’1 sera; così sarei arrivato con calma il due, domenica 3 me la sarei presa di riposo, e il 4 sarei andato a lavoro fresco come una rosa. Tutto calcolato, tutto perfetto. Si, ma non avevo fatto i conti col mio cervello.

I giorni antecedenti la partenza

Effettivamente avrei dovuto allarmarmi già da quando, ogni volta che la mia ragazza mi chiedeva l’orario e il giorno di arrivo ad Augsburg, io le dicevo ogni volta una cosa diversa; prima era il 2 alle 10, poi il 3 alle 9, ogni volta andavo a ricontrollare sul biglietto ma poi puntualmente me lo dimenticavo. Stufo di giocare col mio cervello, ricontrollo una terza volta e mi convinco non so come che sarei partito il 2 sera da Tiburtina e sarei arrivato ad Augsburg il 3 pomeriggio alle 15. Estirpato ogni dubbio, passo i giorni antecedenti la partenza a giocare alla Playstation con Marco, a tentare di organizzare improbabili calcetti estivi o bevendo birra Peroni a San Lorenzo.

Il giorno della partenza organizzo tutto nei minimi dettagli: preparo le valigie; meticolosamente controllo più volte di non aver dimenticato nulla; riesco persino a incastrarci un’ultimo incontro con i miei cari amici Stiv e Simone; infine mi avvio alla stazione Tiburtina con ben un’ora di anticipo e con la calma interiore di chi è consapevole, questa volta, di non aver sbagliato proprio nulla.

La partenza… per Lubiana

Mi metto in attesa allo stallo; mi fumo un ultima sigaretta, poi quando vedo arrivare il mio Flixbus, sono tra i primi a mettere la valigia in stiva e a presentarmi al controllo del biglietto elettronico.

  • Biglietto prego.
  • Ecco a lei.
  • Senti caro, a me qui mi da errore.
  • Come errore? Non può essere!
  • Fa na cosa, dammi il nome, controllo nella lista dei passeggeri se ce stai.
  • Federico Schopper
  • … no niente da fare. Aspetta fammi dare un’occhiata al biglietto: ok, il numero del Flixbus è giusto, nome e cognome coincidono… senti ma, fai una cosa, dai un attimo una controllata al giorno, non si sa mai…
  • Ma si dai te pare, è oggi, ho ricontrollato tre vol… oh no, merda, era ieri. ERA IERI. 1 Settembre 2018. IERI, NON OGGI!
  • Eh niente mi dispiace, allora non posso farti salire. Vai a riprenderti a la valigia.
LEGGI ANCHE  Un viaggio in Islanda alla scoperta della natura

Tento un accenno di protesta ma desisto quasi subito perchè comprendo immediatamente che non c’è modo di convincerlo a farmi salire. Anche perchè ho sbagliato io, lui non può farci niente. Ma soprattutto so che, se voglio avere una minima chance di partire, devo farmi venire in fretta un’idea. In trenta secondi il mio cervello, che fino a quel momento aveva bellamente dormito e si era preso continuamente gioco di me, messo sotto pressione rientra magicamente in moto e cerca di elaborare una soluzione nel minor tempo possibile. Apro immediatamente tutte le applicazioni di viaggi sul mio telefono e mi metto alla disperata ricerca di un qualsiasi altro Flixbus, Ryanair, Blablacar, treno, triciclo o piccione viaggiatore, che mi permetta di arrivare ad Augsburg entro domani sera ed a prezzi accettabili.

Il Flixbus direzione Lubiana

In poco tempo trovo un assurdo Flixbus Roma – Lubiana – Augsburg con scalo di 3 ore e durata complessiva di viaggio di ben 20 ore, che parte tra 5 minuti. Prezzo 70 Euro. Ebbene si, proprio quei 70 euro tatticamente risparmiati, preferendo 18 ore di Flixbus a 2 ore di aereo. che poi voglio capi, ma che senso ha mandarmi da Roma fino in Slovenia, per poi tornare indietro direzione Monaco? Non lo so. Ma non ci penso su neanche un secondo e compro il biglietto. Intanto, mentre sto ultimando il pagamento, semino letteralmente il panico tra i viaggiatori del mio ormai vecchio bus diretto a Zurigo e tento di riprendermi il mio bagaglio. Mi dirigo da uno dei due conducenti, che sta meticolosamente sistemando i bagagli uno sopra l’altro, ordinandoli per destinazione.

  • Ridamme il mio bagaglio, te prego, fai veloce.
  • Ma c’hai combinato? Te vedo na cifra agitato, rilassate.
  • Ma quale rilassate, ho sbagliato giorno, devo prende un’altro Flixbus e c’ho tipo 5 minuti de tempo.
  • Si però pure te, mo me devi spiega com’hai fatto a…
  • Senti, ho già capito, risparmiami le prese per il culo per favore, e damme sto bagaglio, che senno oggi rimango qua.
  • Ma scusa non puoi rifare il biglietto di questo Flixbus qua?
  • Me li dai te 300 euro?
  • Vabbè ho capito, prendite sto bagaglio, però stai calmo. Ndo l’hai messo?
  • E’ l’ultimo li in fondo.
  • E te pareva… senti, vedi se riesci a sfilarlo, non me fa tira giù di nuovo tutti i bagagli. Tanto c’hai tempo ancora.
  • Ma che c’ho tempo! Non c’ho tempo manco pe niente.
Il Ljubljanski Grad – il castello di Lubiana

L’arrivo a Lubiana

Riprendo la valigia e corro allo stallo del Flixbus direzione Lubiana, mentre con una mano reggo la valigia, con l’altra confermo la prenotazione. Intanto rischio pure di finire sotto un pullman in partenza. Presento il biglietto appena comprato e salgo. Mi aspettano 20 ore di viaggio con 3.20 di scalo. Prezzo complessivo della bravata 100 euro (70 di questo biglietto + 30 di quello prima). Però voi mette, almeno c’ho il tempo de visitamme il centro de Lubjana.

LEGGI ANCHE  Praga: la prima tappa del viaggio.

Arrivato nella capitale slovena, lascio la valigia al deposito bagagli e tiro dritto verso il centro della città. Sono le 6.20 del mattino di domenica e le strade, anche in centro, sono praticamente deserte. Lubiana poi, pur essendo una capitale, ha poco più di 200.000 abitanti, praticamente quanto Verona. Mi fermo ad un chiosco di giornali e compro il tabacco. Poi decido di imboccare una strada sterrata in salita, che porta al castello (il Ljubljanski Grad) e al punto panoramico, tanto c’ho tempo. A metà strada però mi viene in mente che forse a quell’ora il castello è chiuso… e come se non bastasse all’improvviso il cielo si copre e comincia a piovere a dirotto. Niente oh, mai na gioia. Visto che ormai ci vuole più tempo a riscendere che a salire, decido di proseguire.

Arrivo su e trovo conferma che il castello è chiuso. La pioggia tra l’altro non accenna a diminuire e sulla città incombe una nebbia mai vista. Vabbè ho capito va, riscendiamo. Torno giù e fortunatamente spiove. Ancora zuppo cerco un bar in centro così da poter fare colazione in santa pace, fare tappa in bagno ed asciugarmi anche un pochino. Il centro di Lubiana è piccolo ma molto carino. La città è attraversata dal fiume Ljubianica (ammazza che fantasia oh), in italiano Lunghezza, lungo circa 40 Km. A destra e a sinistra del fiume sorgono diversi bar e ristoranti con posti a sedere all’aperto. Ovunque a collegare le varie parti della città ci sono ponti con statue di drago. D’estate la città si anima ed è sede di molti eventi musicali, tra cui un famoso festival Jazz.

Statue a forma di drago, il simbolo del paese.

Epilogo

Individuato un bar che sembra fare al caso mio, mi siedo, ordino un’abbondante colazione a base di uova, prosciutto, spremuta d’arancia e caffè americano (purtroppo non siamo in Italia, cappuccino e cornetto non sono contemplati) e guardo la città che pian piano si anima. Poi faccio un altro breve giro in centro e torno in stazione. Riprendo la valigia e solo in quel momento mi accorgo di non avere la benchè minima idea di dove sia il mio stallo, nè tantomeno del numero di pullman. Il cellulare ovviamente è scarico, e l’unica cosa che so è che il mio pullman è diretto ad Augsburg. In preda al panico e con la paura di rimanere bloccato a Lubiana, mi faccio il giro di tutti gli stalli, alcuni dei quali sono distanti anche 5 minuti l’uno dall’altro.

LEGGI ANCHE  Viaggio in Islanda vs Coronavirus

Su molti schermi non sono ancora visualizzate le informazioni di viaggio, che spesso vengono proiettate soltanto 15-20 minuti prima della partenza. Per fortuna dopo molto peregrinare, da lontano leggo la scritta Augsburg su un pullman di colore giallastro, che tutto sembra fuorchè un Flixbus. E infatti non è un Flixbus, ma appartiene ad una compagnia affiliata. Ma per fortuna sono in lista, è il mio pullman. Salgo, mi siedo, e mi addormento sfinito. Ora mi attendono ancora altre 10 ore di viaggio. Ma il peggio è passato.

Autori

  • Laureato in lingue e letterature straniere. Attualmente Insegna italiano in Germania, ad Augsburg. Ama viaggiare e venire continuamente a contatto con nuove culture. Nel tempo libero si diletta suonando (male) la chitarra e scrivendo discutibili racconti sulla sua esperienza all'estero.

Federico Schopper

Laureato in lingue e letterature straniere. Attualmente Insegna italiano in Germania, ad Augsburg. Ama viaggiare e venire continuamente a contatto con nuove culture. Nel tempo libero si diletta suonando (male) la chitarra e scrivendo discutibili racconti sulla sua esperienza all'estero.

Lascia un commento