I tamales si mangiano senza foglia

Cronache Messicane: capitolo 4

Se non sapete cosa siano tamales, siete in buona compagnia. Prima di arrivare in Messico, nemmeno io li avevo mai sentiti nominare.

Le esperienze con il cibo piccante dei miei primi giorni a Cittá del Messico, non hanno arrestato la mia curiosità nei confronti della varietà della cucina locale. Non imbattersi in qualcuno che venda del cibo è praticamente impossibile. Oltre a questo, l’aspetto delizioso e i prezzi moderati, rendono invitante ogni pietanza che venga venduta nei ristoranti, nei chioschi e nei baracchini per strada.

Il piano del mio terzo giorno nella capitale messicana, era quello di visitare sito archeologico di Teotihuacán. Le rovine sono raggiungibili con un pullman che parte dalla stazione centrale degli autobus del nord di Cittá del Messico ( Central de autobuses del norte). Con Cristina quindi raggiungiamo la stazione e dopo aver comprato i biglietti del pullman, decidiamo di attendere in stazione e tanto per cambiare di fare uno spuntino.

La varietá del cibo disponibile, pur trattandosi di una stazione dei bus, era nuovamente impressionante. Sono di nuovo indeciso su cosa mangiare.

– Cosa mi consigli?
– Sai un cosa? Dovresti provare i tamales! Sono uno dei piatti piú tradizionali del Messico.

Il suggerimento non é casuale. Nel mezzo della stazione c’é infatti un chiosco che vende solo questi tamales e qualche bevanda. Il chiosco si chiama Mama Jose, Que ricos tamales. Decido dunque di provare questo piatto cosí tradizionale.

Mama Jose que ricos tamales
Mama Jose, Que ricos tamales

Cosa sono i tamales?

I tamales sono un piatto tipico messicano a base di mais. Possono essere sia dolci che salati in base agli ingredienti. Al suo interno infatti oltre al mais ci possono essere nell’impasto carne, verdure o frutta. L’impasto viene avvolto come se si trattasse di un involtino dentro una foglia. Le foglie possono essere di disparati tipi: banana, avocado, maguey o dello stesso mais.

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La mia esperienza con i tamales

Cristina si raccomanda di comprarne di 2 gusti differenti e si allontana per andare in bagno. Senza capirci troppo mi rivolgo al ragazzo del chiosco e ne ordino due, curioso di assaggiarli. Decido di prenderne uno con la foglia di mais e l’altro con la foglia di banana, pensando che la foglia determinasse i gusti differenti.

Una volta pagato, decido quindi di dare un morso al primo tamal.

I tamales erano immasticabili.

Mordendo infatti la foglia, non solo non riesco a romperla ma rimango con un sapore spiacevole in bocca. Decido quindi di aspettare il ritorno di Cristina per commentarle il mio disappunto

– Mi dispiace ma non riesco a masticarlo, la foglia è troppo dura.

Lei inizia a ridere e con lei altri passanti che vedono la scena. Capisco che qualcosa non stia andando come previsto.

In una calda mattinata estiva messicana, ho finalmente imparato che i tamales si mangiano senza foglia e ho regalato qualche risata a dei passanti.

Sei mai vogliate provarli, ricordate di mangiarne solamente l’impasto all’interno. La foglia è puramente ornamentale.

Ora era tutto pronto per raggiungere Teotihuacán in pullman. Durante il viaggio avrò la possibilità di riscattarmi, mangiando come un vero messicano il secondo dei tamales. Quale dei due non è importante, tanto la foglia dei tamales non si mangia.

continua…

Autori

  • Laureato in marketing. Ama viaggiare e conoscere nuove culture. Non è ancora un bravo blogger ... ma per favore non ditegli nulla.

Alan De Ambrogi

Laureato in marketing. Ama viaggiare e conoscere nuove culture. Non è ancora un bravo blogger ... ma per favore non ditegli nulla.

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