Quest’anno l’Oktoberfest non ci sarà

Qualche giorno fa il presidente della Baviera Söder ha diramato le nuove restrizioni in materia di Coronavirus. Tra queste c’è anche il prolungamento del divieto ad organizzare grandi eventi fino al 31 Agosto 2020. E’ per questo motivo che con grande rammarico è stata annunciata anche la cancellazione dell’Oktoberfest, che quest’anno sarebbe dovuto iniziare il 19 Settembre e terminare il 4 Ottobre. “Il pericolo è semplicemente troppo grande “ – ha dichiarato Söder – “in un contesto del genere sarebbe impossibile mantenere la distanza così come indossare la mascherina”. Ma non solo questo, il problema sarebbe anche di natura economica: in un clima di totale incertezza, cominciare a pianificare un evento di tale portata e dai costi di organizzazione così elevati, per poi vederlo cancellato all’ultimo momento, sarebbe troppo rischioso.

l’Oktoberfest in cifre

Per chi non lo conoscesse (cosa a dire il vero molto improbabile), l’Oktoberfest è il più grande festival della birra tedesco, ospitato dalla città di Monaco, in Baviera. La festa, nata nel 1810, ha luogo ogni anno a cavallo tra Settembre e Ottobre (di solito le ultime due settimane di Settembre e la prima di Ottobre), da qui il suo nome “festa d’Ottobre”. Lo spazio occupato dal Festival, il Theresienwiese, è una superficie grande ben 42 ettari, ossia quanto 50 campi da calcio.

Per darvi un’idea della portata dell’evento, l’edizione scorsa ha registrato la partecipazione di ben 6,3 milioni di persone provenienti da tutto il mondo. Ci sono stati visitatori da ben 55 differenti paesi, dalla Danimarca a Hong Kong, dalla Croazia al Libano, dall’Argentina al Sudafrica. Primi per visitatori sono stati invece gli Stati Uniti. Sono stati consumati la bellezza di 7.3 milioni di Maß (un boccale di birra in Germania equivale a 1,069 litri di birra). A fine festival sono stati ritrovati 780 documenti d’identità, 660 portafogli, 420 Smartphone, 300 mazzi di chiavi e molto altro. Da solo l’Oktoberfest è capace di generare un guadagno di oltre 1 milione di Euro.

Uno dei tanti Bierzelt

Il mio primo indimenticabile Oktoberfest

E così quest’anno non potrò prendere parte all’evento… mentre leggevo la notizia sui giornali non ho potuto fare a meno di tornare con la memoria al mio primo, indimenticabile Oktoberfest, ben 4 anni fa. Paradossalmente un pò come accade per la festa di San Patrizio in Irlanda, a sentire molti tedeschi

L’oktoberfest è una merda, in Baviera e in Germania ci sono milioni di altre feste molto più belle e sicuramente meno commerciali. Se proprio devi andarci, evita i fine settimana e soprattutto la domenica, non ne esci vivo”.

Io chiaramente non solo ho ignorato totalmente il consiglio, ma sono andato proprio all’inaugurazione, la prima domenica delle tre settimane di festival. Con alcuni miei amici italiani abbiamo comprato un Bayern-Ticket, che permette a gruppi di 5 persone di viaggiare su tutti i treni regionali bavaresi per un intero giorno al ridicolo prezzo di 8 euro a persona.

Il Theresienwiese dista circa 10/15 minuti a piedi dalla stazione di Monaco ed è servito da ben due linee metro, la U4 e la U5, ma ci si puà arrivare tranquillamente anche a piedi. Ovunque infatti si notano chiare ed inequivocabili indicazioni che portano all’area della festa. Per terra sui marciapiedi ci sono addirittura delle frecce con su scritto “Oktoberfest” più o meno a 20 metri di distanza l’una dall’altra, di modo tale che sia impossibile non trovarlo. Mentre ci avviamo alla festa, riusciamo persino ad incrociare il corteo di apertura con carri e gente in maschera.

Le inequivocaboli indicazioni sul marciapiede

Arrivo alla festa e strani incontri

Essendo il primo giorno mi sarei aspettato il delirio, file lunghissime, attese interminabili. E invece no, niente di tutto questo. Nonostante la grande quantità di gente e i controlli delle borse ad ogni entrata (gli zaini troppo grandi andavano depositati in appositi armadietti fuori dalla festa), le code fluivano molto velocemente e tutto si svolgeva in modo straordinariamente ordinato e tranquillo. Già dalle prime ore il livello di sbronza generale era molto alto. Pensate, non faccio neanche in tempo ad entrare che subito vengo fermato da un ragazzo ubriaco fradicio che puzza di birra dalla testa ai piedi, il quale si mette a farmi apprezzamenti di tipo estetico:

  • Tu, sisi, tu, hai gli occhi blu! Gli occhi blu, e la pelle scura! E’ incredibile!
  • Si… e quindi?
  • Come quindi? Non capisci quanto sei fortunato? Occhi blu e pelle scusa! E’ assurdo!
  • Cosa c’è di così assurdo?
  • Occhi blu e pelle scura! Sei bellissimo! Chissà quanto rimorchi! Puoi avere tutte le ragazze ai tuoi piedi
  • Se vabbè ciao…
  • Senti hai una sigaretta percaso?
  • Guarda che hai un pacchetto intero nel taschino della camicia
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Il fatto che poi fossero completamente zuppe di birra è irrilevante, tanto nello stato in cui era penso si sarebbe fumato qualsiasi cosa. Mi prende persino per la faccia e stava per darmi un bacio in bocca, se non mi fossi prontamente scansato. Fate conto che la festa era iniziata da neanche un’ora. Dopo esserci liberati del tizio, mettiamo qualcosa nello stomaco (qui vendono i famosi Wurstel da un metro) ed entriamo in un tendone.

Das Bierzelt: il tendone della birra

Com’è fatto un tendone: file parallele di grandi tavoli in legno con ai lati due grosse panche sempre in legno, intervallate da stretti corridoi dove poter camminare. In fondo alla sala un palco rialzato per la musica. Da un lato la cucina, e dall’altro i bagni. In alcune file, quelle più vicine al palco, ci sono i tavoli riservati, mentre altre aree, con i tavoli apparecchiati, sono adibite per il pranzo e la cena. Insomma, tutto è estremamente geometrico e logico.

La regola dei tendoni dell’Oktoberfest vuole che per bere bisogna necessariamente prendere posto ad un tavolo, e comunque è vietato sostare in piedi nelle aree di passaggio per troppo tempo per non disturbare i camerieri. Se non ci si siede immediatamente si viene cacciati. Ci mettiamo quindi subito alla ricerca di un tavolo, missione in realtà non proprio facile, soprattutto se si è in tanti. E’ anche vero però che grazie al grandissimo clima di cordialità, facilitato dalla diffusa ubriachezza, si riesce sempre a farsi ospitare da qualcuno; del resto, dove si beve in 3, si può bere anche in 4… Noi finiamo ad un tavolo con due lussemburghesi di mezza età con le facce rosse come dei peperoni. Uno dei due rimane letteralmente folgorato da una delle mie amiche.

  • Lei! Si, lei! la tipica italiana! 100% bellezza italiana! E’ fidanzata? Sei fidanzata?
  • Si.
  • Ah peccato! Vabbè, ma non fa niente, io in realtà sono sposato. Quanti anni hai?
  • 24.
  • Senti, che ne dici, ci vieni con me in Lussemburgo?
  • Guarda, se mi trovi un lavoro si.
  • Affare fatto!
  • Scusa e a tua moglie che le dici?
  • Che problema c’è, ti faccio fare la governante. A casa mia.
Parata di apertura per le strade di Monaco

La Schlagermusik e i balli sulle panche

Un’atra prassi non scritta ma comunque fortemente praticata soprattutto dai giovani è quella di ballare in piedi sulle panche quando inizia la musica, il tutto ovviamente con i boccali in mano. Bisogna però fare molta attenzione; poichè le panche sono molto instabili, e le persone molte ubriache, è facilissimo perdere l’equilibrio e farlo perdere anche ai propri vicini, con effetti chiaramente devastanti. E’ invece assolutamente vietato salire sui tavoli, a meno che non si sia deciso di bere il proprio boccale di birra “alla goccia”, ossia tutto d’un sorso, e comunque sempre a musica spenta.

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L’Oktoberfest tra l’altro ha un repertorio musicale tutto suo, fatto perlopiù di canzoni popolari della tradizione tedesca, commercialate internazionali vecchie e nuove tipo Britney Spears, ma soprattutto la musica Schlager (letteralmente battito, colpo), ossia la tipica canzonetta popolare di successo in lingua tedesca, spesso a tema sentimentale, ma non sempre. Il tutto è intervallato da un motivetto ormai diventato celebre anche tra gli stranieri, che serve a far partire il brindisi e che significa una cosa tipo “un brindisi della comodità, dell’accoglienza”:

Ein Prosit, Ein Prosit, der Gemütlichkeit!
Ein Prosit, Ein Prosit der Gemütlichkeit!

Le bancarelle

Comunque sia, dopo esserci scolati 3/4 boccali di birra a testa, decidiamo di andarci a fare un giro fuori tra le bancarelle. All’Oktoberfest, oltre alla birra e ai già citati Wurstel, si può trovare di tutto, crepes, brezel, frutta caramellata, pizza, patatine ecc. Ma non c’è solo il cibo; ci sono anche bancarelle di souvenir, magliette, boccali in vetro, e poi le immancabili giostre: gli autoscontri, il tagada, il galeone, la casa dei fantasmi ecc. Ci sono persino dei bancomat qua e la, dove poter prelevare nel caso si siano finiti i soldi. Un problema dell’Oktoberfest è infatti quello di poter pagare solo in contanti; e poichè le commissioni ai suddetti bancomat sono criminali, vi consigliamo calorosamente di venire già muniti di molte banconote (un centinaio d’euro per stare sul sicuro).

Ormai si sono fatte le 16, il livello di alcolismo sia nei tendoni che fuori è elevatissimo; ovunque facce paonazze e sguardi persi nel vuoto, gente barcollante che intona cori incomprensibili, ma, strano a credersi, nessun bicchiere rotto per terra, nessuna rissa, niente morti e feriti, solo tanta ubriachezza e felicità. In primis perchè è assolutamente vietato uscire dai tendoni con i boccali, che vanno lasciati all’uscita in appositi carrelli. E poi perchè ad ogni angolo è pieno di polizia pronta ad intervenire alla minima cazzata.

Secondo giro di birra

Dopo qualche giro perlustratrivo tra le bancarelle, decidiamo di tornare in un tendone. Il problema, soprattutto nel fine settimana, è che la maggior parte di essi, o almeno i più famosi, come l’HB o il Löwenbrau, ad una certa ora interrompono letteralmente gli ingressi per evitare il sovraffollamento. Finalmente dopo molto peregrinare troviamo un tendone ancora aperto e ci infiliamo. Ormai sono tutti in piedi sulle panche e ballano abbracciati dondolandosi a destra e a sinistra con i boccali in mano. In queste condizioni, e vista anche l’ora, trovare un tavolo dove prendere posto diventa una vera e propria missione. Ci mettiamo a chiedere a tutti, e dopo svariati “no”, un gruppo di ragazzi si muove a pietà e ci fa accomodare.

Non abbiamo neanche fatto in tempo a sederci, che subito si presenta una cameriera e ci piazza 4 bicchieri sul tavolo, uno a testa, sicura che noi li avremmo presi. Questo perchè, non solo per bere bisogna essere ad un tavolo, ma se si è a un tavolo, automaticamente bisogna bere, altrimenti si viene allontanati. Non c’è scampo. Al che, quando invece di 4 birre, ne prendiamo solo due, la cameriera ci guarda come se le avessimo ucciso un figlio, ci da due birre e se ne va letteralmente sconcertata. Nel frattempo non lontano da noi un vecchietto sulla 70ina da spettacolo, ballando sulla panca, con totale sprezzo del pericolo. Idolo vero.

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Un dirndl col fiocco al centro

Come rimorchiare a colpo sicuro

Ma c’è una cosa importantissima che ancora non vi ho raccontato, e che interessa principalmente noi maschi. Avrete sicuramente notato che il tipico vestito bavarese femminile, il Dirndl (quello che mette in risalto le tette, per intenderci) ha un fiocco all’altezza del bacino. Ecco, fate molta attenzione perchè quel fiocco non è messo li a casaccio. La sua posizione dipende infatti dallo status della ragazza: a sinistra se la ragazza è single, a destra se è impegnata, davanti se la ragazza si ritiene troppo giovane per cedere alle avances, dietro per le cameriere e le vedove. Questo significa che se volete essere sicuri di fare centro, beh… buttatevi a sinistra.

Non a caso accanto a noi c’è una milf molto seducente col fiocco a sinistra che da letteralmente spettacolo: prima si lascia andare ad un ballo molto sensuale con un sudamericano, poi si butta letteralmente tra le braccia di un tedesco, infine prende a baciarsi con un terzo ragazzo di nazionalità non meglio identificata. Il tutto in 5 minuti di orologio. Dopo lo show, si concede anche un paio di selfie con uno dei miei amici. Momento indimenticabile.

Stiamo finalmente per andare quando uno dei ragazzi al nostro tavolo ci ferma e ci fa:

  • Mi date 2.50 euro? Non ho abbastanza soldi per la birra.
  • Scusa e che li vuoi da noi?
  • Certo, io vi ho concesso il posto al tavolo, voi mi date i soldi.
  • Ahahahah, divertente. Scordatelo!

Ma pensa te, un tedesco che tenta di fare il mafioso con degli italiani. All’Oktoberfest succede anche questo. Infine un ragazzo, ubriaco marcio, pensa bene di chinarsi per terra a leccare delle briciole di brezel dal pavimento, finchè fortunatamente non lo tirano su e lo accompagnano verso l’uscita. Nell’andarcene riusciamo persino a intascarci un bicchiere.

Conclusioni

Insomma, fu tutto bellissimo. Dal corteo, ai tendoni. Dalle giostre ai balli sul tavolo. Dalle scene di ubriachezza a quelle di disagio. Che poi alla fine si, in fin dei conti si tratta di un enorme Luna Park intervellato da tendoni dove ci si sbronza a merda, ma un’atmosfera così gioiosa, un divertimento ed una follia tali, li trovi solo li dentro. E il tutto in una cornice di totale sicurezza ed efficienza. Ripeto, niente feriti, niente morti, ma soprattutto zero furti. Qualsiasi altro paese una cosa del genere se la sogna letteralmente.
Ed è proprio in nome di questa sicurezza che quest’anno non ci sarà alcun Oktoberfest. Giusto così, certo. Ma se penso che dopo quattro anni in Germania, questo sarà il primo senza Oktoberfest, beh un pò di tristezza mi viene.

Foto di gruppo

Autori

  • Laureato in lingue e letterature straniere. Attualmente Insegna italiano in Germania, ad Augsburg. Ama viaggiare e venire continuamente a contatto con nuove culture. Nel tempo libero si diletta suonando (male) la chitarra e scrivendo discutibili racconti sulla sua esperienza all'estero.

Federico Schopper

Laureato in lingue e letterature straniere. Attualmente Insegna italiano in Germania, ad Augsburg. Ama viaggiare e venire continuamente a contatto con nuove culture. Nel tempo libero si diletta suonando (male) la chitarra e scrivendo discutibili racconti sulla sua esperienza all'estero.

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