Rostock e il nord della Germania

La settimana scorsa, essendo in ferie, io e Lili abbiamo deciso di andare a trovare suo fratello a Rostock, nel nord-est della Germania. Vista la situazione attuale legata al Coronavirus, abbiamo optato per la soluzione attualmente più comoda, ossia la macchina. Durata complessiva del viaggio con soste e rallentamenti vari dovuti ai lavori in corso: 8 ore. Ho deciso di raccontare questa breve esperienza non tanto per la vacanza in se, a dire il vero molto bella, ma per l’estrema differenza che c’è tra il sud della Germania e una città del nord come appunto Rostock. Qui la maggior parte degli stereotipi legati ai tedeschi viene completamente stravolta: niente Oktoberfest, niente Brezel, niente Weißbier, solo per citarne alcuni, sembra di essere letteralmente in un altro paese.

Rostock e la lega anseatica

Rostock è, con i suoi 209.000 abitanti, la città più importante della regione del Meclenburgo-Pomerania (in tedesco Mecklenburg-Vorpommern). Si affaccia sul Mar Baltico (in tedesco Ostsee) ed è letteramente tagliata in due dal fiume Warnow, il cui letto è così ampio da essere tranquillamente navigabile. Per questo motivo, sulle sue sponde sorge anche il porto della città. Grazie a questa sua caratteristica, la città di Rostock si fregia anche del titolo di “Hansestadt”, ossia città anseatica.

La lega anseatica – Hansa – fu un’alleanza di città marinare del Nord-Europa che nel Tardo Medioevo e fino all’inizio dell’era moderna mantenne il monopolio sui commerci del Mar Baltico e di gran parte dell’Europa Settentrionale. La lega svolse un ruolo di primo piano nella storia europea medioevale non solo a livello commerciale ma anche culturale e politico. A partire dal XV secolo, la nascita degli Stati Nazionali ne segnò un progressivo ed inesorabile declino. L’ultimo “Hansetag”, il congresso delle città anseatiche, risale al 1669. Rimosso ufficialmente da Hitler durante il nazismo, il titolo venne ristabilito nel XXI secolo.

Die Hansestadt – La città anseatica

Ma perchè mi sono soffermato così tanto sulla storia della lega anseatica? Perchè, nonostante oggigiorno si tratti soltano di un titolo, i cittadini di Rostock ne vanno ancora molto fieri. Basta farsi un piccolo giro in città per rendersene conto. Ovunque si può leggere la scritta “Hansestadt” sulle facciate dei teatri, dei musei e dei più importanti edifici politici. La targa delle automobili di Rostock è preceduta dalla lettera H, così come avviene per tutte le città anseatiche: HRO (Rostock), HB (Bremen), HH (Hamburg), HL (Lübeck) etc. Persino la squadra di calcio si chiama “Hansa Rostock”.

Ma non è solo una pura questione di titolo. Il fiume e il porto hanno un grandissimo influsso sulla città e sui suoi cittadini. Le attività marittime e mercantili forniscono tantissimi posti di lavoro e sono uno dei settori più importanti dell’economia di Rostock. Anche il turimo sul Mar Baltico gioca un ruolo molto importante. La località “Warnemünde”, che sorge a metà strada tra la foce del fiume Warnow e la riva del mare, è una grande meta turistica non solo d’estate, ma anche nei mesi più freddi dell’anno. Turismo a parte, anche gran parte della quotidianità dei cittadini ruota letteralmente intorno al fiume, dal giro in barca nel fine settimana al “paddle”, dalla semplice passeggiata sul lungofiume alla grigliata con gli amici; molti abitanti di Rostock sono come attirati costantemente dal richiamo dell’acqua.

Il cibo e l’immigrazione

Se c’è una cosa che salta subito all’occhio girando per le strade della città, è la quasi totale assenza di italiani. E’ chiaro che, essendo la nostra cucina famosa in tutto il mondo, qua e la compare comunque sempre la scritta “Ristorante italiano” oppure “pizzeria”, ma la quasi totalità di questi locali è gestita da tedeschi del posto. La maggior parte degli stranieri a Rostock sono russi, polacchi, ucraini, tutte popolazioni molto più abituate di noi al freddo e al cielo grigio nonchè più vicine geograficamente alla Germania dell’est. Molti poi sono venuti qui ai tempi della DDR e dell’Unione Sovietica e non se ne sono più andati anche dopo il crollo del muro. Per questo motivo il tedesco del nord è semplicemente molto meno “abituato” alla nostra presenza che non ad esempio il bavarese.

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L’assenza di italiani e la vicinanza del mare hanno grandissimo influsso anche sulle abitudini alimentari. Se il classico “piatto di pasta”, ad esempio, è riuscito ad arrivare fin qui, dovete quanto meno aspettarvi delle originali rivisitazioni, come ad esempio la pasta salsa e wurstel, mangiata sia calda a casa, che fredda come cibo da picnic. A farla da padrone è però il pesce. Ovunque in città e al mare sorgono piccoli chioschi che vendono panini col pesce (i cosiddetti Fischbrötchen); i più comuni sono quelli con l’aringa (Bismarckbrötchen), con il salmone (Lachsbrötchen) e con le polpette o i bastoncini di pesce (Fischfrikadellen und Fischstäbchen). E poi, così come in Gran Bretagna, c’è l’immancabile Fish and Chips.

Dei Brezel, come dicevamo in apertura, neanche l’ombra; sono rimpiazzati dai Franzbrötchen, una specie di saccottini ripieni di zucchero e cannella, ideali non solo a colazione ma anche durante la pausa caffè pomeridiana.

La birra

In Germania la birra merita ovviamente un capitolo a parte. La stragrande maggioranza dei tedeschi del nord beve birra Pils, e così fanno anche gli abitanti di Rostock. Questo tipo di birra fu inventato nel 1842 in un paesino della Repubblica ceca di nome Pilsen (da qui il nome Pils). La Helles, conosciuta anche come Lager o Export, viene bevuta invece perlopiù in Baviera. Volendo entrare un pò più a fondo nella questione, la differenza tra una Helles e una Pils è sostanzialmente nella cosiddetta “luppolatura”. Nelle Pils la quantità di luppoli è più alta, e questo da alla birra un sapore più aspro, più amaro. La caratteristica delle Helles è invece la loro vocazione al malto. Qui la quantità di luppoli è dimezzata, e questo fa si che le Helles abbiano tendenzialmente un sapore meno pungente, più leggero e delicato.

Gli sport acquatici a Rostock

Anche nel praticare sport, la presenza del mare si fa sentire. Se ad esempio i bavaresi amano andare a sciare o fare scalate, in Pomerania i tedeschi fin da piccoli imparano ad andare in barca a vela. Durante la bella stagione vengono organizzati veri e propri corsi per bambini in cui si imparano i fondamenti della navigazione. Ai partecipanti viene fornita una piccolissima imbarcazione, in italiano deriva, e un istruttore li monitora a distanza, seguendoli con una barca a motore e comunicando con loro tramite megafono. Altri due sport d’acqua molto praticati sono il canottaggio e il paddelsurf. La differenza tra questi due sport sta nel fatto che in una canoa (o kajak) si rema da seduti, mentre nel paddelsurf si rema, stando in piedi su una tavola da surf.

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Uno sport d’acqua sicuramente meno conosciuto e usuale è invece il Surf foil. Sarò sincero, non riesco a trovare le parole adatte per descriverlo, quindi vi mostrerò un paio di video

Altri sport

Lasciamoci a questo punto il mare alle spalle e spostiamoci sulla terraferma. Anche qui i tedeschi del nord amano, come dire… distinguersi. A Rostock fin dal primo giorno mi sono ritrovato a giocare a Spikeball. Si tratta una sorta di pallavolo che però si può giocare ovunque, senza aver bisogno di un campo. L’unico materiale occorrente sono una rete circolare leggermente rialzata da piazzare sul terreno, e una piccola palla gommosa. Ma credo che anche qui un video sia più esplicativo di mille parole.

Si gioca 2vs2 e le regole sono più o meno quelle della pallavolo: si possono fare tre tocchi, e al terzo tocco la pallina va fatta rimbalzare una sola volta sulla rete. Si fa un punto quando la squadra avversaria fa cadere la pallina sul terreno senza averla fatta prima rmbalzare sulla rete, o se la pallina tocca la rete più di una volta. Merita una menzione anche il disc-golf, uno sport importato dagli Stati Uniti, che è praticamente l’unione di frisbie e golf. L’obiettivo del gioco è sostanzialmente quello di “imbucare” un disco di plastica all’interno di uno strano cesto metallico.

Chiaramente anche il calcio è molto diffuso, ma la gente preferisce guardarlo in televione piuttosto che praticarlo. L’Hansa Rostock, la squadra della città di Rostock, nonostante giochi in terza serie, ha un seguito di tifosi enorme, paragonabile a quello delle squadre di Bundesliga (la prima serie). Per farvi un esempio esplicativo, il Borussia Dortmund ha un seguito di circa 160.000 tifosi. L’Hansa Rostock 140.000.

La gente di Rostock

Immaginate il classico tedesco: estremamente puntuale, “precisino”, perlopiù serio e riservato, se vogliamo anche un pò introverso; gran bevitore di birra ma anche molto religioso e conservatore o comunque con un orientamento politico tendente a destra (vedi CDU e Merkel). Questa è l’idea che abbiamo noi italiano dei tedeschi. Ma quello che conosciamo e che risponde a questo identikit non è il tedesco in generale bensì il bavarese, ossia quello con cui noi, per questioni geografiche, veniamo più a contatto. E’ il tedesco dell’Oktoberfest, è il tedesco che viene a fare le vacanze al lago di Garda. Ecco, sappiate che il tedesco del nord con questa descrizione non c’entra assolutamente niente. Vediamo perchè.

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Il tedesco del nord: caratteristiche

Prima di tutto non è così morbosamente puntuale e preciso: più di una volta mi è capitato di aspettare dei buoni quarti d’ora persone in ritardo. O di vederli cambiare i piani della serata all’ultimo secondo. I tedeschi del nord poi tendono ad essere più amichevoli ed espansivi, anche con lo straniero o con persone che non conoscono. Insomma più vicini a noi, che non al bavarese. Vi sembrerà assurdo ma per esempio è diecimila volte più facile farsi un amico nel nord della Germania che non in Baviera. E questo non lo dico io, ma i tedeschi stessi. Politicamente parlando invece, le città del nord sono legate ad una forte cultura di sinistra, quasi anarchica. Basti pensare ad Amburgo e alla famosissima ReaperBahn, che sorge nel quartiere St. Pauli.

Qui le persone sono estremamente aperte, dirette, e non si vergognano affatto a dirti le cose come stanno anche se vi siete appena conosciuti. Mi è capitato ad esempio di andare ad uno “Stammtisch” (incontri regolari settimanali organizzati appositamente per conoscere nuove persone) e di ritrovarmi a parlare, dopo neanche due minuti, dei prossimi incontri di tinder di una ragazza del gruppo. Un altro ragazzo invece subito dopo avermi stretto la mano per presentarsi, mi ha detto che frequenta le chat gay ed è li che ha incontrato il suo ragazzo. Il tutto con una calma e una tranquillità estrema, come se stesse parlando dell’acqua minerale. Si sentivano tranquilli a confidarmi anche cose molto personali. Si sono subito aperti, mi hanno dato fiducia. In Baviera, ma anche da noi in Italia, una cosa del genere te la sogni.

Ma soprattutto qui la gente è tranquilla e rilassata. Non è un caso se Rostock è nella lista delle 10 città d’Europa col più alto tasso di soddisfazione: il 97%

Conclusione

Come dicevo in apertura è stata una bellissima vacanza, un’esperienza indimenticabile. Non tanto per la vacanza in se, ma perchè è come se mi si fosse aperto un mondo. In una sola settimana ho conosciuto tantissime persone splendide, fatto e visto un sacco di cose che in tutti questi anni vissuti in Germania non aveva mai avuto l’occasione di fare o vedere. Ho conosciuto un’altra faccia della Germania, e mi è piaciuta davvero tanto. Non credo che riuscirei a vivere in una città come Rostock o Amburgo, un pò per il freddo un pò per la lontananza dall’Italia, la mia terra, ma ci tornerò sicuramente spesso in vacanza. E se non ci siete mai stati, beh ve la consiglio anche a voi.

Autori

  • Laureato in lingue e letterature straniere. Attualmente Insegna italiano in Germania, ad Augsburg. Ama viaggiare e venire continuamente a contatto con nuove culture. Nel tempo libero si diletta suonando (male) la chitarra e scrivendo discutibili racconti sulla sua esperienza all'estero.

Federico Schopper

Laureato in lingue e letterature straniere. Attualmente Insegna italiano in Germania, ad Augsburg. Ama viaggiare e venire continuamente a contatto con nuove culture. Nel tempo libero si diletta suonando (male) la chitarra e scrivendo discutibili racconti sulla sua esperienza all'estero.

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