Un viaggio in Islanda alla scoperta della natura

Il mio ritorno alla scrittura

E’ passato un bel pò di tempo dall’ultima volta che ho scritto un articolo su questa pagina. Il mio ultimo contributo risale addirittura al 5 Agosto; in quell’occasione, ispirato dal mio ultimo viaggio in Islanda, mi cimentavo in un accurata descrizione del particolare umorismo islandese. Avrebbe dovuto seguire una dettagliata cronaca di viaggio che però non ha mai visto la luce.

Le cause sono molteplici: il prolungarsi della pandemia, che mi ha costretto e mi costringe tutt’ora in casa per buona parte del tempo; il trasferimento del mio “socio” Alan, destinazione Lisbona; il mio nuovo lavoro come “Sales Assistant”, che unito a quello di insegnante, mi lascia ben poco tempo da dedicare alla scrittura; ultimo, ma non meno importante, l’arrivo inesorabile del torrido inverno bavarese, fatto di neve, pioggia, vento e nebbia. Tutte queste novità e questi cambiamenti mi avevano fatto un pò perdere la voglia di scrivere.

Oggi però è finalmente uscito il sole. Le temperature si sono improvvisamente rialzate e la gente, seppur con un po di paura, ha ricominciato timidamente a riaffacciarsi per strada. Io, dopo una breve passeggiata in centro, sono tornato a casa e ho cominciato a sfogliare le foto del mio ultimo viaggio in Islanda, l’ultima vera parentesi di libertà e spensieratezza da un anno a questa parte. E così tutt’a un tratto mi è tornata l’ispirazione e ho deciso di riprendere in mano un progetto accantonato da ormai fin troppo tempo: le cronache islandesi. Mettetevi comodi, perchè sto per raccontarvi un bellissimo viaggio alla scoperta della natura.

Parte 1: i preparativi del nostro viaggio in Islanda

Da quando due anni fa decisi di fare la follia, e mi aggiunsi all’ultimo secondo a quell’ormai famoso viaggio in Brasile con Alan e Nicolò, mi sono ripromesso di organizzarne assolutamente uno all’anno. Siamo quello che si può definire un trio perfetto: Nicolò è l’organizzatore, quello che cura i preparativi di viaggio fin nei minimi dettagli, ma ogni tanto gli manca un pò di spirito avventuroso; Alan è l’animatore, quello che riuscirebbe a organizzarti una festa anche nel deserto o in cima ad una montagna e che all’evenienza, si accontenterebbe di dormire anche in macchina; e poi ci sono io, che sono l’esatta via di mezzo tra i due, mi piacere divertirmi ed improvvisare, ma non senza una sacrosanta base organizzativa.

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Cosi, quando venne fuori l’idea di un viaggio in Islanda “on the road”, il 10 Febbraio di un anno fa, Nicolo (che tra l’altro ci era gia stato) mise subito in moto la macchina organizzativa e in due settimane sistemò itinerario di viaggio completo e pernottamenti. Ci aveva pure lasciato la possibilità di scegliere, giorno per giorno, tra alloggio economico e alloggio costoso. L’unica cosa che dovevamo fare io e Alan era scegliere tra A e B e poi mettere mano al portafogli. Alan avrebbe poi pensato ai voli, io invece alla macchina. Niente di più semplice.

Parte 2: mappa degli spostamenti

Prima di passare a descrivere l’itinerario, facciamo una piccola premessa. l’Islanda è costosa. Inoltre non essendoci molti centri abitati, se non si programmano bene le cose si rischia di pagare un misero cottage in legno quanto una suite imperiale; o di dover dormire in mezzo alle pecore. Per questo motivo sia nella scelta degli alloggi che dei voli ci mettiamo fin da subito il massimo impegno per provare a rispamiare qua e la qualche centesimo. E si sa che quando c’e da trovare improbabili tratte aree o bus a due lire io e Alan siamo dei campioni.

L’idea, a dire il vero un pò malsana, prevedeva di fare “un attimo” scalo a Praga, per poi da li partire alla volta di Rejkjavik con qualche compagnia aerea ceca di dubbia qualità. Prendere un diretto Augsburg – Rejkjavik (o nel caso di Nicolo Milano – Rejkjavik) sarebbe infatti venuto a costare letteralmente un rene. Io e Alan saremmo partiti da Augsburg la sera del 24 Luglio con Flixbus per essere a Praga la notte del 25; 28 comodissime ore di viaggio. Nicolo invece ci avrebbe raggiunti in aereo nel pomeriggio. Dopo una breve ma intensa visita del centro storico, la sera stessa saremmo poi ripartiti alla volta di Rejkjavik con un volo di circa 4 ore. Al ritorno invece avremmo fatto tappa in Norvegia, a Oslo, per due giorni, per poi rientrare a casa il 2 Agosto. Costo totale dell’operazione 280 euro con 3 voli e un Flixbus.

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Parte 3: l’itinerario del viaggio in Islanda e punti di interesse

Premessa

Archiviata la questione voli, Nicolo passa quindi a prenotare gli alloggi. Dopo qualche giorno, il 28 Febbraio, ci invia due PDF, “da leggere con attenzione”. Col primo PDF voleva fondamentalmente metterci in guardia sulla natura “anomala” di questo viaggio. Anomala se confrontato alle nostre esperienze di viaggio precedenti (Rio de Janeiro e Alicante su tutte) caratterizzate da discoteche, feste, spiaggie e sbronze colossali. L’argomentazione si sviluppava fondamentalmente in tre punti:

1) L’islanda è molto cara. Molto significa “tanto” in italiano. La Germania è cara rispetto a noi? In parte. Il Giappone è caro? Si. Ma l’Islanda è un gradino ancora più in alto. Tra i posti che ho visitato in vita mia, questo è tra i più costosi in assoluto.

E questo però l’avevamo già detto. Ma per darvi un ulteriore prova di ciò, sappiate che in condizioni particolari una birra poteva arrivare a costare anche 20 euro. E non scherzo.

2) L’Islanda è vasta. Ma proprio vasta! Non potete neanche immaginare quanto enormemente, smisuratamente, sbalorditivamente vasta essa sia… eccetera. E tra l’altro ha solo una strada.

3) L’Islanda è naturalistica. A perte Reikjavik gli altri posti sono paesini di poche centinaia di abitanti, che si animano di soli turisti: i bancomat sono pochi e senza soldi, a volte non ci sono stazioni per fare benzina ne posti per mangiare o fare pipi. Molti negozi chiudono alle 17. Non faremo serate ma vedremo parche. Non conosceremo gente ma pecore. Non ascolteremo musica ma vento. Ci aspettano ore e ore di macchina e camminate, con scarponi per il fango e sciarpe per il vento

Tappe del viaggio

Fatta questa premessa il Gavu passava a schematizzarci le tappe del nostro viaggio

Recupero della vettura e pernotto in zona aeroporto

DOMENICA 26 (tempo di auto 3h e 15)

Aeroporto – Thingvellir, parco nazionale (90km – 1h e 45)
Thingvellir – Gullfoss, cascata a doppio salto( 70km – 1h e 20)
Gullfoss – Geysir (8 km – 10 min)
Pernotto a Geysir

Lunedi 27 (tempo di auto: 4h e 55)

Geysir – Seljalandfoss, cascata altissima (110km – 2h)
Seljalandfoss – Skogafoss, cascata illuminata (30km – 40 min)
Skogafoss – Reynis, spiaggia nera con falesie (35km – 45 min)
Reynis – Laufskalavartha, creste laviche (40 km – 50 min)
Laufskalavartha – Kirkjugolf (30km – 40 min)
Pernotto a Kirkjugolf

Martedi 28 (tempo di auto 3h e 45)

Kirkjugolf – Skaftafell, parco nazionale con cascata(70km – 1h e 20)
Skaftafell – Fjalssarlon, laguna ghiacciata e iceberg colorati (50km – 1h)
Fjalssarlon – Jòkulsarlon, altra laguna ghiacciata(8km – 10min)
Jòkulsarlon – Hofn (80km – 1h e 15)
Pernotto a Hofn

Mercoledi 29 (tempo di auto 7 ore)

Hofn – Rejkjavik, capitale (450km – 7 h)
Reykyavik – visita della città e pernotto

Giovedi 30 (tempo di auto 1h e 25)

Rejkjavik – Laguna blu, terme all’aperto geotermica (50km – 1h)
Laguna Blu – Aeroporto (20km – 25 minuti)

Il percorso è intenso, siamo sicuri di farcela? C’è da macinare strada come se non ci fosse un domani. Se non ve la sentite ditelo subito che impostiamo qualcosa di più facile.

Non so perchè ma in realtà a me l’idea piaceva tantissimo. E credo anche ad Alan. Non vedevamo l’ora di partire.

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TO BE CONTINUED …

Autori

  • Laureato in lingue e letterature straniere. Attualmente Insegna italiano in Germania, ad Augsburg. Ama viaggiare e venire continuamente a contatto con nuove culture. Nel tempo libero si diletta suonando (male) la chitarra e scrivendo discutibili racconti sulla sua esperienza all'estero.

Federico Schopper

Laureato in lingue e letterature straniere. Attualmente Insegna italiano in Germania, ad Augsburg. Ama viaggiare e venire continuamente a contatto con nuove culture. Nel tempo libero si diletta suonando (male) la chitarra e scrivendo discutibili racconti sulla sua esperienza all'estero.

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